Il patto d'Europa
Quest’opera ha l’intento di far riflettere i fruitori sui valori alla base dell’ideale comunitario che ha consentito la fondazione dell’Unione Europea.
Siamo profondamente convinti che la forza dell’arte urbana sia la sua azione nell’ambiente pubblico e la sua capacità, attraverso il suo potere comunicativo, di riscoprire legami e reti di relazioni comunitarie. Sulla base dell’evidenziazione, tramite il medium estetico, di valori centrali per gli abitanti dell’area di intervento e/o, anche, della comunità globale, il potere di questo medium artistico è il coinvolgimento sociale: non solo alla base del movimento vi è una comunità retta da forti valori etici, ma esso ha anche, tramite la modificazione attiva dell’ambiente urbano, la possibilità di trasmettere questi stessi valori declinandoli in base al luogo (inteso come ambiente e come rete comunitaria che lo costruisce) in cui agisce.

Il Concept che vogliamo proporre, quindi, si basa su quella che potrebbe in qualche modo essere definita una forma di partecipazione implicita ed involontaria.
Avendo analizzato e studiato i documenti alla base dell’Unione Europea, ed essendo tutti noi, più o meno consapevolmente, anche cittadini d’Europa oltre che cittadini Italiani, abbiamo voluto restituire ed esplicitare questi valori, su cui tutti dovremmo basare il nostro vivere in comunità. Il motto dell’Europa è: Uniti nella Diversità; la Cooperazione, accompagnata dall’unità, è inoltre uno dei principi fondamentali:
Solo quando gli Stati europei saranno in grado di cooperare e agire insieme nel rispetto della loro diversità sarà possibile dominare i grandi problemi del presente.
L’opera vuole restituire questi ideali, analizzandoli ad un livello più profondo, attraverso la reinterpretazione del mito del ratto di Europa. Il nostro obiettivo è far parlare l’opera di una forma di unione e cooperazione che sta alla base della nostra possibilità di vita comune: un ritorno alle origini, al legame simbiotico che, in quanto esseri umani, continuiamo ad avere con la natura e che dovremmo riportare alla memoria.
Attraverso lo stravolgimento dei simboli presenti nel mito classico, non abbiamo raffigurato un ratto ma una relazione fondata sulla collaborazione e sull’aiuto reciproco, l’instaurarsi di un’atmosfera di pace dai caratteri quasi utopici. Non più il toro, simbolo di una forza bruta ed incontrollabile, che con l’inganno rapisce la fanciulla, ma un prendersi cura di chi ci ha consentito di venire alla luce e che potrà, in futuro,
salvarci.
In ultima analisi, il nostro intento è quello di riportare alla mente di chi fruirà l’opera i valori che intrinsecamente ci caratterizzano come esseri umani e che, se riscoperti, in questo momento di precarietà della vita umana sulla terra, potrebbero salvare il nostro pianeta (e noi di conseguenza). Vogliamo cercare, andando a colpire emotivamente lo spettatore creando un’atmosfera di pace bucolica straniante all’interno del dedalo urbano, di riportare alla luce la consapevolezza, insita in ognuno di noi, del nostro posto nel mondo.

Lo stile scelto deriva da una ricerca estetica volta ad unire grafica e colore all’interno di una composizione armonica. le tinte tenui che vanno a restituire un’atmosfera evanescente, in un caso diurna e nell’altro notturna, che risulta essere quasi di sogno. Il segno restituisce l’idea di qualcosa di definito, ma solo in parte: la scelta di mantenere evidente il tratto tipico degli sketch in unione a parti invece più definite e dai contorni grafici, contribuisce a restituire la duplicità di qualcosa che è già ma che non è ancora.



Back to Top