The artistic collective Howlers Crew, was born in Italy in 2015 by the meeting of Francesca Melina and Gioele Bertin. Since the very beginning they have experimented theme selves through mural paintings with the purpose of connecting peoples and territories. The can count on different personal’s expositions and their artistic research has lead them to range in different artistic fields (graphic and interior design). 
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Gli Howlers nascono nel 2015 nella piccola realtà cittadina di Biella dall’incontro di Francesca Melina e Gioele Bertin. Da subito affascinati dal mondo dell’arte muraria si sperimentano in interventi di differente natura, spaziando dal ruolo artistico alla curatela con l’obiettivo di modificare attivamente il tessuto urbano nel rispetto dei luoghi e delle persone che li attraversano. Attraverso azioni che mirano ad essere radicate sul territorio, vogliono mettere in dialogo luoghi e comunità esprimendone e reinterpretandone valori e specificità.
Nelle loro opere trova uno spazio privilegiato il concetto della differenza presente nel tutto: provenienti da differenti mondi immaginativi e percorsi personali, il loro lavoro tiene conto delle specificità di entrambi alla ricerca di una finale armonia complessiva.
La loro ricerca estetica è caratterizzata dal tentativo di rappresentare
le possibili relazioni tra dimensioni spazio temporali, puntando alla loro fusione. Guardando all’immagine come se fosse pura luce, creano riflessi o, meglio, differenti spettri per trovare nuove chiavi interpretative alla dimensione del reale: il colore diviene mezzo con il quale fondere tra loro differenti estensioni creando un tutt’uno.
Nel contesto contemporaneo l’arte non può che dare voce alle esigenze di nuove identità collettive; l’artista non può che essere specchio interpretatore capace di riflettere valori etici, ecologici e sociali, portatore di un messaggio capace di cogliere problematicità, differenze, potenzialità e relazioni. È necessario promuovere unanuova veste dell’arte che sia capace di riportare alla consapevolezza dell’unità del tutto, scardinare la visione dualistica di natura e spirito sulla quale è stato costruito lo stereotipo dell’essere umano privilegiato: siamo fermamente convinti che sia necessario rinnovare il sentimento di appartenenza dell’animale umano al mondo, nella consapevolezza di essere piccola parte di un tutto.
La volontà è riportare al centro un sentimento di tolleranza mosso dalla consapevolezza dell’uguaglianza nelle differenze, un nuovo punto di conciliazione in grado di esaltare le specificità di ognuno nell’armonia-disarmonica del tutto.
L’arte viene intesa come una prassi riflessiva che deve essere capace di comunicare ed intrecciarsi con le pratiche quotidiane di ognuno, unico luogo in cui l’idea di una nuova ecologia del pensiero, intesa in senso etico-estetico, può tradursi praticamente.
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